Ringrazio quelli che hanno deciso di candidare e anche quelli
che mi sosterranno in ogni altro modo.
Ricordo che la propaganda più
efficace rimane ancora il passaparola.
Roberto Pinter
10 commenti to il tuo sostegno
aavv says:
ottobre 1st, 2009 at 07:37
Per il Partito Democratico: un appello a sostegno della mozione Bersani e del candidato segretario Roberto Pinter.
Il congresso del Partito Democratico vede a livello nazionale la competizione di tre candidati che si presentano sulla base di piattaforme politiche diverse (anche se non alternative). Noi scegliamo la mozione Bersani, per una serie di ragioni ideali e programmatiche attinenti all’individuazione nel Partito democratico di una forza riformista moderna, che non disdegna la collocazione ideale a sinistra, attenta ai temi del lavoro e del Welfare, nonché disposta a dar vita a una alternativa seria e praticabile alla maggioranza di destra che governa il paese.
A livello locale invece la competizione per l’elezione del segretario del Partito democratico del Trentino non ricalca in modo fedele e acritico la competizione nazionale. Infatti accanto a due candidati che (più o meno tempestivamente) si sono richiamati esplicitamente alla mozioni nazionali, ve ne sono altri due che invece hanno ritenuto più opportuno presentarsi autonomamente rispetto all’una o all’altra mozione nazionale. Un segretario non va scelto per la sua adesione ad una mozione nazionale bensì per la sua capacità di guidare il PD del Trentino. La natura federale del PD e l’autonomia del Trentino oltre alla necessità di affrontare problematiche molto specifiche e particolari, impongono una diversificazione fra i due livelli.
Per questo noi sosteniamo la mozione Bersani ma individuiamo in Roberto Pinter il candidato che meglio ci rappresenta.
Infatti:
a) in Roberto Pinter vediamo un candidato disponibile al confronto e in grado di far sintesi fra le varie anime del partito. Egli quindi rappresenta la continuità ideale con quel progetto unitario della sinistra democratica trentina nel quale tutti noi abbiamo creduto;
b) la sua esperienza politica e istituzionale in sede provinciale assicura l’autonomia di giudizio e di azione necessaria;
c) la sua attuale collocazione lo rende un segretario ideale, non condizionato dal bisogno di costruirsi una carriera politica o di difendere posizioni acquisite, con la disponibilità necessaria per affrontare l’impegno rispetto a chi riveste invece altri ruoli;
d) la sua sensibilità ambientale è nota, così come sono noti l’impegno e la passione esercitati da assessore provinciale all’urbanistica sul terreno dello sviluppo sostenibile;
e) la sua idea del partito: popolare, radicato territorialmente, costruito attorno a un gruppo dirigente preparato, plurale e coeso, che non si affida mediaticamente al leader di turno e che fa della partecipazione reale dei suoi iscritti la sua ragion d’essere;è un’ idea che riflette il pensiero di Bersani;
f) infine, anche la sua autonomia dalle mozioni nazionali e il suo candidarsi a rappresentare tutto il partito ci sembra un’opportunità da cogliere con favore. Da troppi anni infatti all’interno dei partiti storici del centrosinistra trentino i gruppi dirigenti locali si sono formati sulla base di astratti schemi nazionali piuttosto che sulla discussione nel merito dei problemi e dei temi locali. Ciò non toglie naturalmente che Pinter, e noi con lui, siamo convinti che il Pd trentino debba partecipare al dibattito politico nazionale, far sentire la propria voce sui grandi temi che attraversano il paese, aiutare l’Italia a costruire un proprio modello di federalismo regionale.
Da sostenitori convinti di Bersani appoggiamo quindi con altrettanta convinzione la candidatura di Roberto Pinter alla segreteria provinciale del partito. Nell’auspicio di dar vita a un partito democratico e responsabile, in grado di trasformare la propria forza elettorale in peso politico e ideale, per lavorare a un Trentino più sobrio, sempre più civile e ambientalmente sostenibile.
Ho scelto di sostenere Roberto Pinter per queste motivazioni :
1) in Roberto vedo la continuità ideale con il progetto di integrazione
della sinistra democratica trentina che ho sempre fortemente condiviso,
fin dai tempi ormai remoti della lista “Senza confini”;
2) la sua esperienza politica e istituzionale in sede provinciale non ha
eguali tra i suoi avversari;
3) la sua attuale collocazione lo rende un segretario ideale, non
condizionato dal bisogno di costruirsi una carriera politica o di
difendere posizioni acquisite;
4) la sua sensibilità ambientale è nota, così come sono noti l’impegno e
la passione esercitati da assessore provinciale all’urbanistica sul
terreno dello sviluppo sostenibile;
5) Roberto è molto vicino a Bersani in quanto a idea del partito: lo
vorrebbe popolare, radicato territorialmente, costruito attorno a un
gruppo dirigente preparato, plurale e coeso, che non si affida
mediaticamente al leader di turno e che fa della partecipazione reale
dei suoi iscritti la sua ragion d’essere (prima ancora delle primarie,
aggiungo io, perché quelle andrebbero adottate solo per scegliere
candidature monocratiche);
6) anche la sua astensione dalla scelta sui candidati nazionali mi pare
più un’opportunità da cogliere che un atteggiamento da censurare. Ho
visto per troppi anni il formarsi dei gruppi dirigenti locali del mio ex
partito sulla base di astrusi schemi nazionali piuttosto che sulla
discussione nel merito dei problemi e dei temi locali. Roberto,
peraltro, è convinto che il Pd trentino deve partecipare al dibattito
politico nazionale, deve far sentire la sua voce in merito ai grandi
temi che attraversano il paese, deve aiutare l’Italia a costruire un
proprio modello di federalismo regionale.
Detto ciò, mi auguro un congresso a toni pacati e fondato sui contenuti
e sul libero confronto. Di fronte al Pd e ai suoi 4 candidati (non trovo
nulla di male in questo) c’è la grandissima responsabilità di essere la
forza politica più grande del Trentino e l’opportunità di cominciare a
trasformare questa forza nel giusto peso politico, per lavorare a un
Trentino più sobrio, sempre più civile e ambientalmente sostenibile.
STEFANO ALBERGONI
Giorgio Podetti says:
ottobre 8th, 2009 at 11:22
Candido nella lista “Democrazia è partecipazione” affinchè sia chiaro il mio sostegno alla tua candidatura e per meglio appoggiarti.
Auspico un maggiore equilibrio non solo tra i ruolo politico del PD e le altre forze di maggioranza in provincia, ma di una riorganizzazione e un ri-equilibrio dello stesso PD che abbia come obiettivi un collegamento e confronto tra la parte politica e la parte istituzionale del partito, un confronto e una sinergia nelle riflessioni e nelle prese di decisioni tra il PD provinciale e i vari circoli (questo perché, anche in previsioni di elezioni amministrazioni, come quelle del 2010 a Rovereto, la parte provinciale del partito non prevalga su quelle comunali, ma anzi sostenga e condivida le scelte fatte a livello locale, anche nell’individuazione dei candidati potenziali.).
Considerarlo un partito federale non solo nei rapporti tra il livello nazionale e quello regionale, ma anche nei rapporti tra un livello regionale/provinciale e i singoli circoli, nel pieno rispetto reciproco.
La tua candidatura, a mio parere, è politica e territoriale: politica in quanto, per tua storia ed esperienza nelle istituzioni provinciali, e per tuoi espressi intenti attuali, interpreti il ruolo del PD nella coalizione e nelle istituzioni come partito di maggioranza autorevole e in costante dialogo con i partner senza essere succube di nessuno; territoriale perché la tua attenzione si rivolge proprio a tutto il territorio trentino in un’ottica di costante dialogo e collaborazione tra il livello provinciale e quello locale valorizzando l’impegno dei membri dei circoli che dovrebbero avere un ruolo più attivo e dove i segretari locali dovrebbero poter votare nell’Assemblea (per esempio).
Giorgio Podetti, Rovereto
Angelo Orsingher says:
ottobre 9th, 2009 at 21:20
conosco Roberto Pinter da vent’anni e sono orgoglioso del suo percorso politico ed umano che ha fatto fino ad ora. Ho condiviso con lui l’esperienza di Solidarietà e le battaglie politiche da lui fatte sulla immoralità di certe indennità ai politici. Bravo nel gestire l’assessorato all’urbanistica durante il periodo in cui è stato vice presidente della G.P. (ero in giunta al comune di Canal S. Bovo come referente all’urbanistica) e a non farsi incantare nel secondo mandato in G.P. con uno specchietto di assessorato di secondo livello. Ha preferito invece restare nei banchi del consiglio come semplice consigliere provinciale garantendosi così una sana autonomia personale, dimostrando così di non essere attaccato alla poltrona. Comunque vada questa avventura di Roberto Pinter alla segreteria del PD provinciale sarà per me sempre motivo di vanto. Un abbraccio fraterno a tutti.
Angelo Orsingher
Alessandro Branz says:
ottobre 9th, 2009 at 21:24
Sostengo con convinzione la candidatura di Roberto Pinter per varie ragioni, che possono riassumersi nella stima politica per una persona che ha svolto con intelligenza e passione il ruolo di Vicepresidente della Giunta, che quindi ha una esperienza amministrativa ed una conoscenza del territorio che gli altri candidati non possono vantare. L’ho sperimentato da amministratore del Comune di Sanzeno, quando invitammo Roberto, allora Assessore all’Urbanistica, ad un sopralluogo per risolvere alcune questioni spicciole legate al Piano Regolatore comunale: ebbene in quella occasione (e lo confermano anche i miei colleghi di giunta) Roberto dimostrò capacità di calarsi nei vari problemi, una certa elasticità di valutazione e soprattutto la tendenza sempre a far prevalere l’interesse generale, senza penalizzare il singolo. Votare Roberto vuol dire potersi fidare…..
Alessandro Branz
Turra Enrico says:
ottobre 10th, 2009 at 16:16
Presentazione di candidatura all’Assemblea Provinciale
Di TURRA ENRICO
iscritto nella lista ‘Democrazia è Partecipazione’
per Roberto Pinter
Il Partito Democratico è nato per dare sfogo e partecipazione a quelle idee riformiste, socialiste, di sinistra, cattoliche e ambientaliste che derivano dalla storia del Centro-Sinistra.
Ora siamo giunti ad un punto di stallo e, insieme, di ripartenza.
I contenitori di idee sono stati ampiamenti definiti ma adesso dobbiamo riempirli con le competenze e le idee di chi partecipa al fine ultimo del PD: un partito di popolo, attento alle dinamiche sociali, culturali, permeato da una forte partecipazione collettiva al fine di promuovere una nuova visione concreta, capace anche di poter gestire una provincia e pure anche una nazione.
E in questa direzione il PD del Trentino si stà attrezzando più o meno efficacemente….
Un partito democratico di genti, il quale implica una partecipazione coerente; ed è proprio per questo che sostengo ed ammiro Roberto Pinter, candidato alla segreteria del PD del Trentino.
Una persona che nel suo impegno politico ha saputo coniugare coerenza nelle sue idee e presenza nelle istituzioni. Il suo programma politico, unico tra gli altri candidati, che sa dare risposte chiare e comprensibili alla gestione del territorio (in tutti i suoi aspetti), all’importanza del lavoro, alla partecipazione ed al mondo dei giovani.
Credo, umilmente, anche se nella mia piccola dimensione politica di potermi definire coerente alle mie idee, coerente a questo partito e soprattutto coerente con le persone.
Non ho problemi a promuovere iniziative ed attività che magari non sono tra le prerogative del PD, ma ricordando sempre però che una buona politica democratica deve fare sintesi.
Credo in un PD forte, in un PD che sappia dare risposte e che sappia ascoltare, formato non solo da una schiera di benpensanti ma pure da una grande partecipazione collettiva e magari anche giovane che come me nutre una grande passione ed un forte attaccamento per questo nostro partito.
Roberto Pinter ha dimostrato: di saper governare la complessità, di saper attingere a risorse intellettuali, di consocere e riconoscere il valore dell’autonomia senza limitarsi al folklore, di conoscere la Politica, di essere democratico, di essere un leader, di saper negoziare sulle soluzioni senza perdere i propri valori di riferimento, di conoscere la Provincia ed il suo territorio, di essere apprezzato e stimato da alleati ed avversari per le sue doti politiche, di esser generoso, di essere internazionale e globalizzato.
Tanti motivi per esser considerato il candidato segretario più completo, preparato, adeguato a questo momento storico.
Matteo Benedetti says:
ottobre 20th, 2009 at 11:47
A mio giudizio oltre ad essere un idealista Lei nel corso della sua carriera politica ha maturato non solo una profonda conoscenza della nostra situazione provinciale ma anche una capacità “contrattuale” nei confronti dei nostri alleati.
Cioè in soldoni Lei non potrà mai fare sparate come il nostro big di Palazzo Madama in merito al Tribunale di Rovereto o essere “schiacciato” nel corso delle discussioni sottobanco dal nostro Principe.
In bocca al Lupo
Le ragioni del mio sostegno a Roberto Pinter, candidato alla segreteria del PD del Trentino, e alle liste “Democrazia è partecipazione”
Quando mi è stato chiesto con quale mozione fossi schierato nel dibattito nazionale del PD ho risposto che facevo parte della “quarta mozione”, quella che non c’è. Niente di altezzoso, ritengo semplicemente che il Congresso di un partito sia altra cosa da una campagna elettorale e che le mozioni presentate siano più riconducibili ad altrettanti programmi di governo che non alla collocazione politico culturale di un partito. In altre parole, con il Congresso non si tratta di definire la nostra posizione su una specifica questione, bensì di definire l’orizzonte di pensiero, la visione, a partire dalla quale declinare le risposte ai problemi del nostro tempo.
Un partito che sappia leggere il presente
Una visione, dunque. Mi piacerebbe che il Partito Democratico rappresentasse una lente collettiva sul mondo. Un partito capace di interpretare quel che accade, piuttosto che rincorrere affannosamente gli avvenimenti. La crisi economica e finanziaria mondiale, tanto per cominciare. Essa ha svelato più di ogni altra cosa l’inconsistenza non solo di schiere di economisti ma anche di una politica che aveva abdicato al mercato e alle sue leggi. Ed oggi, con la stessa disinvoltura di prima, tutti si affannano ad affermare che occorre un ruolo regolatore dello Stato o delle istituzioni internazionali. Il risultato di questo “pensiero debole” è l’affidarsi alla speranza di una ripresa mondiale piuttosto che individuare le cause della crisi (la schiacciante preponderanza della dimensione finanziaria sull’insieme dell’economia) e indicare risposte possibili. Chiedo alla politica una capacità di analisi e uno sguardo d’insieme che è andato smarrendosi.
Un partito europeo…
L’Europa è un progetto politico, ma facciamo fatica ad acquisire un pensiero europeo. Abbiamo tutti la consapevolezza di essere immersi in un contesto sempre più interdipendente, ma poi continuiamo ad utilizzare le categorie del passato, ancorate ad un approccio nazionale da cui non riusciamo a staccarci. L’Europa non è nelle corde della politica e nemmeno in quelle dei suoi cittadini, e il fatto che solo quattro elettori su dieci hanno partecipato al voto per il rinnovo del Parlamento Europeo lo sta a dimostrare. Così il processo di costruzione dell’Europa politica si è fermato, gli Stati europei non intendono affatto cedere quote di sovranità e, contestualmente, nessuno parla più di Europa delle Regioni. Il disegno europeista dei padri fondatori rappresentava una proposta di pace (il superamento delle frontiere che nel ‘900 sono state il teatro delle due guerre mondiali) ed un modello federalista di relazione fra la dimensione sovranazionale e quella territoriale. Per questo vorrei che i colori del PD fossero sempre più quelli dell’Europa piuttosto che quelli nazionali.
… e per questo territoriale
La dimensione che si addice ad un disegno europeo è quella regionale. Proprio per la loro natura, i partiti nazionali tendono a sorvolare i territori, anziché sintonizzarsi con essi. Mettere in relazione i processi globali con le istanze locali è la sfida del nostro tempo. Per questo l’amore per il territorio rappresenta una discriminante, non solo come risposta all’omologazione ma insieme cultura del limite, attenzione alla sostenibilità, valorizzazione dei saperi e delle culture locali. In questa chiave vorrei leggere tanto la “questione del nord” più volte posta all’attenzione in questi anni da Massimo Cacciari, quanto l’irrisolta “questione meridionale” messa in rilievo in questi mesi a partire dalla sua vulnerabilità ambientale. La terra madre, come simbolo di un salto di paradigma. Non serve nasconderci che la politica (PD compreso) fatica ad assumere questo approccio culturale e a dare rappresentazione politica alle eccellenze che pure fra mille difficoltà riescono ad emergere nei luoghi più profondi e più veri di questo paese. Del resto, il confronto che si è aperto sul carattere federale del rapporto fra il PD del Trentino e il partito nazionale pone esattamente questa sensibilità.
Capace di immaginare il Trentino del futuro
A questo profilo culturale e politico non si sottrae nemmeno il progetto che dovremmo proporci per il Trentino. Un’idea del Trentino che ripensa il proprio modello di sviluppo, mantenendo gli strumenti e le prerogative dell’autonomia, valorizzando la naturalità del territorio e le sue unicità, puntando su filiere corte connesse alle vocazioni di questa terra, capace di un nuovo equilibrio di funzioni e servizi fra le città e le valli. Che ha memoria di sé e che sa imparare dalla sua storia, aperto ai processi di trasformazione del presente e che guarda al futuro con sobrietà e responsabilità. Che sa vedere ed affrontare ingiustizie e privilegi che ancora permangono
A partire da queste aspettative penso che fra le diverse candidature a segretario del PD del Trentino quella di Roberto Pinter possa essere la più corrispondente ed adeguata. La sua storia e le sue competenze sviluppate nel corso degli anni nei diversi ambiti di impegno professionale, politico ed istituzionale sono certamente una garanzia importante. Nella consapevolezza che questa sfida la potremo vincere solo se avremo un corpo collettivo ed un gruppo dirigente all’altezza della responsabilità che ci viene dall’essere il primo partito del Trentino.
Michele Nardelli
Bernie Penner says:
ottobre 26th, 2009 at 12:00
Mi spiace molto per il risultato finale. Come cavolo si fa a preferire uno che fa già il Senatore (ma i ga si poc da far a Roma?), che personalmente mi è simpatico e lo ritengo preparato (ma decidete, o un o l’altro te fai) al Roberto che ha dimostrato nelle varie riunioni di essere indubbiamente il più preparato sia politicamente sia amministrativamente, nonchè sulla conoscenza del territorio. Trovo anche scandaloso che uno come Pacher, eletto quasi all’unanimità alle primarie precedenti, si sia preso la briga di appoggiare e candidare con Tonini, anzichè restare super-partes come avrebbe dovuto. Per Veronesi botta tremenda… essere l’alfiere di Bersani pigliatutto e non pigliare niente non dev’esser bello. Lezione non tanto per lui, vittima sacrificale, ma per tutti i “pezzi da 90″ che lo appoggiavano. Mi auguro tu possa essere cmunque protagonista anche nel futuro insieme a noi. Ero convinto che il ballotaggio fosse alla tua portata. Vabbè, qui a Ledro, pur senza candidati locali (no comment) hai preso più voti di Tonini e quasi quanto Veronesi. Buon lavoro e a presto ! Ciao Bernie
aavv says:
ottobre 1st, 2009 at 07:37
Per il Partito Democratico: un appello a sostegno della mozione Bersani e del candidato segretario Roberto Pinter.
Il congresso del Partito Democratico vede a livello nazionale la competizione di tre candidati che si presentano sulla base di piattaforme politiche diverse (anche se non alternative). Noi scegliamo la mozione Bersani, per una serie di ragioni ideali e programmatiche attinenti all’individuazione nel Partito democratico di una forza riformista moderna, che non disdegna la collocazione ideale a sinistra, attenta ai temi del lavoro e del Welfare, nonché disposta a dar vita a una alternativa seria e praticabile alla maggioranza di destra che governa il paese.
A livello locale invece la competizione per l’elezione del segretario del Partito democratico del Trentino non ricalca in modo fedele e acritico la competizione nazionale. Infatti accanto a due candidati che (più o meno tempestivamente) si sono richiamati esplicitamente alla mozioni nazionali, ve ne sono altri due che invece hanno ritenuto più opportuno presentarsi autonomamente rispetto all’una o all’altra mozione nazionale. Un segretario non va scelto per la sua adesione ad una mozione nazionale bensì per la sua capacità di guidare il PD del Trentino. La natura federale del PD e l’autonomia del Trentino oltre alla necessità di affrontare problematiche molto specifiche e particolari, impongono una diversificazione fra i due livelli.
Per questo noi sosteniamo la mozione Bersani ma individuiamo in Roberto Pinter il candidato che meglio ci rappresenta.
Infatti:
a) in Roberto Pinter vediamo un candidato disponibile al confronto e in grado di far sintesi fra le varie anime del partito. Egli quindi rappresenta la continuità ideale con quel progetto unitario della sinistra democratica trentina nel quale tutti noi abbiamo creduto;
b) la sua esperienza politica e istituzionale in sede provinciale assicura l’autonomia di giudizio e di azione necessaria;
c) la sua attuale collocazione lo rende un segretario ideale, non condizionato dal bisogno di costruirsi una carriera politica o di difendere posizioni acquisite, con la disponibilità necessaria per affrontare l’impegno rispetto a chi riveste invece altri ruoli;
d) la sua sensibilità ambientale è nota, così come sono noti l’impegno e la passione esercitati da assessore provinciale all’urbanistica sul terreno dello sviluppo sostenibile;
e) la sua idea del partito: popolare, radicato territorialmente, costruito attorno a un gruppo dirigente preparato, plurale e coeso, che non si affida mediaticamente al leader di turno e che fa della partecipazione reale dei suoi iscritti la sua ragion d’essere;è un’ idea che riflette il pensiero di Bersani;
f) infine, anche la sua autonomia dalle mozioni nazionali e il suo candidarsi a rappresentare tutto il partito ci sembra un’opportunità da cogliere con favore. Da troppi anni infatti all’interno dei partiti storici del centrosinistra trentino i gruppi dirigenti locali si sono formati sulla base di astratti schemi nazionali piuttosto che sulla discussione nel merito dei problemi e dei temi locali. Ciò non toglie naturalmente che Pinter, e noi con lui, siamo convinti che il Pd trentino debba partecipare al dibattito politico nazionale, far sentire la propria voce sui grandi temi che attraversano il paese, aiutare l’Italia a costruire un proprio modello di federalismo regionale.
Da sostenitori convinti di Bersani appoggiamo quindi con altrettanta convinzione la candidatura di Roberto Pinter alla segreteria provinciale del partito. Nell’auspicio di dar vita a un partito democratico e responsabile, in grado di trasformare la propria forza elettorale in peso politico e ideale, per lavorare a un Trentino più sobrio, sempre più civile e ambientalmente sostenibile.
Stefano Albergoni, Alessandro Branz, Ottorino Bressanini, Manuela Bruschetti, Flavia Brunelli, Luciana Chini, Wanda Chiodi, Sandra Dorigotti, Matteo Livio, Paolo Domenico Malvinni, Melchiore Redolfi, Enrico Turra
Stefano Albergoni says:
ottobre 1st, 2009 at 09:18
Ho scelto di sostenere Roberto Pinter per queste motivazioni :
1) in Roberto vedo la continuità ideale con il progetto di integrazione
della sinistra democratica trentina che ho sempre fortemente condiviso,
fin dai tempi ormai remoti della lista “Senza confini”;
2) la sua esperienza politica e istituzionale in sede provinciale non ha
eguali tra i suoi avversari;
3) la sua attuale collocazione lo rende un segretario ideale, non
condizionato dal bisogno di costruirsi una carriera politica o di
difendere posizioni acquisite;
4) la sua sensibilità ambientale è nota, così come sono noti l’impegno e
la passione esercitati da assessore provinciale all’urbanistica sul
terreno dello sviluppo sostenibile;
5) Roberto è molto vicino a Bersani in quanto a idea del partito: lo
vorrebbe popolare, radicato territorialmente, costruito attorno a un
gruppo dirigente preparato, plurale e coeso, che non si affida
mediaticamente al leader di turno e che fa della partecipazione reale
dei suoi iscritti la sua ragion d’essere (prima ancora delle primarie,
aggiungo io, perché quelle andrebbero adottate solo per scegliere
candidature monocratiche);
6) anche la sua astensione dalla scelta sui candidati nazionali mi pare
più un’opportunità da cogliere che un atteggiamento da censurare. Ho
visto per troppi anni il formarsi dei gruppi dirigenti locali del mio ex
partito sulla base di astrusi schemi nazionali piuttosto che sulla
discussione nel merito dei problemi e dei temi locali. Roberto,
peraltro, è convinto che il Pd trentino deve partecipare al dibattito
politico nazionale, deve far sentire la sua voce in merito ai grandi
temi che attraversano il paese, deve aiutare l’Italia a costruire un
proprio modello di federalismo regionale.
Detto ciò, mi auguro un congresso a toni pacati e fondato sui contenuti
e sul libero confronto. Di fronte al Pd e ai suoi 4 candidati (non trovo
nulla di male in questo) c’è la grandissima responsabilità di essere la
forza politica più grande del Trentino e l’opportunità di cominciare a
trasformare questa forza nel giusto peso politico, per lavorare a un
Trentino più sobrio, sempre più civile e ambientalmente sostenibile.
STEFANO ALBERGONI
Giorgio Podetti says:
ottobre 8th, 2009 at 11:22
Candido nella lista “Democrazia è partecipazione” affinchè sia chiaro il mio sostegno alla tua candidatura e per meglio appoggiarti.
Auspico un maggiore equilibrio non solo tra i ruolo politico del PD e le altre forze di maggioranza in provincia, ma di una riorganizzazione e un ri-equilibrio dello stesso PD che abbia come obiettivi un collegamento e confronto tra la parte politica e la parte istituzionale del partito, un confronto e una sinergia nelle riflessioni e nelle prese di decisioni tra il PD provinciale e i vari circoli (questo perché, anche in previsioni di elezioni amministrazioni, come quelle del 2010 a Rovereto, la parte provinciale del partito non prevalga su quelle comunali, ma anzi sostenga e condivida le scelte fatte a livello locale, anche nell’individuazione dei candidati potenziali.).
Considerarlo un partito federale non solo nei rapporti tra il livello nazionale e quello regionale, ma anche nei rapporti tra un livello regionale/provinciale e i singoli circoli, nel pieno rispetto reciproco.
La tua candidatura, a mio parere, è politica e territoriale: politica in quanto, per tua storia ed esperienza nelle istituzioni provinciali, e per tuoi espressi intenti attuali, interpreti il ruolo del PD nella coalizione e nelle istituzioni come partito di maggioranza autorevole e in costante dialogo con i partner senza essere succube di nessuno; territoriale perché la tua attenzione si rivolge proprio a tutto il territorio trentino in un’ottica di costante dialogo e collaborazione tra il livello provinciale e quello locale valorizzando l’impegno dei membri dei circoli che dovrebbero avere un ruolo più attivo e dove i segretari locali dovrebbero poter votare nell’Assemblea (per esempio).
Giorgio Podetti, Rovereto
Angelo Orsingher says:
ottobre 9th, 2009 at 21:20
conosco Roberto Pinter da vent’anni e sono orgoglioso del suo percorso politico ed umano che ha fatto fino ad ora. Ho condiviso con lui l’esperienza di Solidarietà e le battaglie politiche da lui fatte sulla immoralità di certe indennità ai politici. Bravo nel gestire l’assessorato all’urbanistica durante il periodo in cui è stato vice presidente della G.P. (ero in giunta al comune di Canal S. Bovo come referente all’urbanistica) e a non farsi incantare nel secondo mandato in G.P. con uno specchietto di assessorato di secondo livello. Ha preferito invece restare nei banchi del consiglio come semplice consigliere provinciale garantendosi così una sana autonomia personale, dimostrando così di non essere attaccato alla poltrona. Comunque vada questa avventura di Roberto Pinter alla segreteria del PD provinciale sarà per me sempre motivo di vanto. Un abbraccio fraterno a tutti.
Angelo Orsingher
Alessandro Branz says:
ottobre 9th, 2009 at 21:24
Sostengo con convinzione la candidatura di Roberto Pinter per varie ragioni, che possono riassumersi nella stima politica per una persona che ha svolto con intelligenza e passione il ruolo di Vicepresidente della Giunta, che quindi ha una esperienza amministrativa ed una conoscenza del territorio che gli altri candidati non possono vantare. L’ho sperimentato da amministratore del Comune di Sanzeno, quando invitammo Roberto, allora Assessore all’Urbanistica, ad un sopralluogo per risolvere alcune questioni spicciole legate al Piano Regolatore comunale: ebbene in quella occasione (e lo confermano anche i miei colleghi di giunta) Roberto dimostrò capacità di calarsi nei vari problemi, una certa elasticità di valutazione e soprattutto la tendenza sempre a far prevalere l’interesse generale, senza penalizzare il singolo. Votare Roberto vuol dire potersi fidare…..
Alessandro Branz
Turra Enrico says:
ottobre 10th, 2009 at 16:16
Presentazione di candidatura all’Assemblea Provinciale
Di TURRA ENRICO
iscritto nella lista ‘Democrazia è Partecipazione’
per Roberto Pinter
Il Partito Democratico è nato per dare sfogo e partecipazione a quelle idee riformiste, socialiste, di sinistra, cattoliche e ambientaliste che derivano dalla storia del Centro-Sinistra.
Ora siamo giunti ad un punto di stallo e, insieme, di ripartenza.
I contenitori di idee sono stati ampiamenti definiti ma adesso dobbiamo riempirli con le competenze e le idee di chi partecipa al fine ultimo del PD: un partito di popolo, attento alle dinamiche sociali, culturali, permeato da una forte partecipazione collettiva al fine di promuovere una nuova visione concreta, capace anche di poter gestire una provincia e pure anche una nazione.
E in questa direzione il PD del Trentino si stà attrezzando più o meno efficacemente….
Un partito democratico di genti, il quale implica una partecipazione coerente; ed è proprio per questo che sostengo ed ammiro Roberto Pinter, candidato alla segreteria del PD del Trentino.
Una persona che nel suo impegno politico ha saputo coniugare coerenza nelle sue idee e presenza nelle istituzioni. Il suo programma politico, unico tra gli altri candidati, che sa dare risposte chiare e comprensibili alla gestione del territorio (in tutti i suoi aspetti), all’importanza del lavoro, alla partecipazione ed al mondo dei giovani.
Credo, umilmente, anche se nella mia piccola dimensione politica di potermi definire coerente alle mie idee, coerente a questo partito e soprattutto coerente con le persone.
Non ho problemi a promuovere iniziative ed attività che magari non sono tra le prerogative del PD, ma ricordando sempre però che una buona politica democratica deve fare sintesi.
Credo in un PD forte, in un PD che sappia dare risposte e che sappia ascoltare, formato non solo da una schiera di benpensanti ma pure da una grande partecipazione collettiva e magari anche giovane che come me nutre una grande passione ed un forte attaccamento per questo nostro partito.
Turra Enrico
10 ottobre 2009
roberto pallanch says:
ottobre 14th, 2009 at 17:30
Roberto Pinter ha dimostrato: di saper governare la complessità, di saper attingere a risorse intellettuali, di consocere e riconoscere il valore dell’autonomia senza limitarsi al folklore, di conoscere la Politica, di essere democratico, di essere un leader, di saper negoziare sulle soluzioni senza perdere i propri valori di riferimento, di conoscere la Provincia ed il suo territorio, di essere apprezzato e stimato da alleati ed avversari per le sue doti politiche, di esser generoso, di essere internazionale e globalizzato.
Tanti motivi per esser considerato il candidato segretario più completo, preparato, adeguato a questo momento storico.
Matteo Benedetti says:
ottobre 20th, 2009 at 11:47
A mio giudizio oltre ad essere un idealista Lei nel corso della sua carriera politica ha maturato non solo una profonda conoscenza della nostra situazione provinciale ma anche una capacità “contrattuale” nei confronti dei nostri alleati.
Cioè in soldoni Lei non potrà mai fare sparate come il nostro big di Palazzo Madama in merito al Tribunale di Rovereto o essere “schiacciato” nel corso delle discussioni sottobanco dal nostro Principe.
In bocca al Lupo
Michele Nardelli says:
ottobre 22nd, 2009 at 09:25
Le ragioni del mio sostegno a Roberto Pinter, candidato alla segreteria del PD del Trentino, e alle liste “Democrazia è partecipazione”
Quando mi è stato chiesto con quale mozione fossi schierato nel dibattito nazionale del PD ho risposto che facevo parte della “quarta mozione”, quella che non c’è. Niente di altezzoso, ritengo semplicemente che il Congresso di un partito sia altra cosa da una campagna elettorale e che le mozioni presentate siano più riconducibili ad altrettanti programmi di governo che non alla collocazione politico culturale di un partito. In altre parole, con il Congresso non si tratta di definire la nostra posizione su una specifica questione, bensì di definire l’orizzonte di pensiero, la visione, a partire dalla quale declinare le risposte ai problemi del nostro tempo.
Un partito che sappia leggere il presente
Una visione, dunque. Mi piacerebbe che il Partito Democratico rappresentasse una lente collettiva sul mondo. Un partito capace di interpretare quel che accade, piuttosto che rincorrere affannosamente gli avvenimenti. La crisi economica e finanziaria mondiale, tanto per cominciare. Essa ha svelato più di ogni altra cosa l’inconsistenza non solo di schiere di economisti ma anche di una politica che aveva abdicato al mercato e alle sue leggi. Ed oggi, con la stessa disinvoltura di prima, tutti si affannano ad affermare che occorre un ruolo regolatore dello Stato o delle istituzioni internazionali. Il risultato di questo “pensiero debole” è l’affidarsi alla speranza di una ripresa mondiale piuttosto che individuare le cause della crisi (la schiacciante preponderanza della dimensione finanziaria sull’insieme dell’economia) e indicare risposte possibili. Chiedo alla politica una capacità di analisi e uno sguardo d’insieme che è andato smarrendosi.
Un partito europeo…
L’Europa è un progetto politico, ma facciamo fatica ad acquisire un pensiero europeo. Abbiamo tutti la consapevolezza di essere immersi in un contesto sempre più interdipendente, ma poi continuiamo ad utilizzare le categorie del passato, ancorate ad un approccio nazionale da cui non riusciamo a staccarci. L’Europa non è nelle corde della politica e nemmeno in quelle dei suoi cittadini, e il fatto che solo quattro elettori su dieci hanno partecipato al voto per il rinnovo del Parlamento Europeo lo sta a dimostrare. Così il processo di costruzione dell’Europa politica si è fermato, gli Stati europei non intendono affatto cedere quote di sovranità e, contestualmente, nessuno parla più di Europa delle Regioni. Il disegno europeista dei padri fondatori rappresentava una proposta di pace (il superamento delle frontiere che nel ‘900 sono state il teatro delle due guerre mondiali) ed un modello federalista di relazione fra la dimensione sovranazionale e quella territoriale. Per questo vorrei che i colori del PD fossero sempre più quelli dell’Europa piuttosto che quelli nazionali.
… e per questo territoriale
La dimensione che si addice ad un disegno europeo è quella regionale. Proprio per la loro natura, i partiti nazionali tendono a sorvolare i territori, anziché sintonizzarsi con essi. Mettere in relazione i processi globali con le istanze locali è la sfida del nostro tempo. Per questo l’amore per il territorio rappresenta una discriminante, non solo come risposta all’omologazione ma insieme cultura del limite, attenzione alla sostenibilità, valorizzazione dei saperi e delle culture locali. In questa chiave vorrei leggere tanto la “questione del nord” più volte posta all’attenzione in questi anni da Massimo Cacciari, quanto l’irrisolta “questione meridionale” messa in rilievo in questi mesi a partire dalla sua vulnerabilità ambientale. La terra madre, come simbolo di un salto di paradigma. Non serve nasconderci che la politica (PD compreso) fatica ad assumere questo approccio culturale e a dare rappresentazione politica alle eccellenze che pure fra mille difficoltà riescono ad emergere nei luoghi più profondi e più veri di questo paese. Del resto, il confronto che si è aperto sul carattere federale del rapporto fra il PD del Trentino e il partito nazionale pone esattamente questa sensibilità.
Capace di immaginare il Trentino del futuro
A questo profilo culturale e politico non si sottrae nemmeno il progetto che dovremmo proporci per il Trentino. Un’idea del Trentino che ripensa il proprio modello di sviluppo, mantenendo gli strumenti e le prerogative dell’autonomia, valorizzando la naturalità del territorio e le sue unicità, puntando su filiere corte connesse alle vocazioni di questa terra, capace di un nuovo equilibrio di funzioni e servizi fra le città e le valli. Che ha memoria di sé e che sa imparare dalla sua storia, aperto ai processi di trasformazione del presente e che guarda al futuro con sobrietà e responsabilità. Che sa vedere ed affrontare ingiustizie e privilegi che ancora permangono
A partire da queste aspettative penso che fra le diverse candidature a segretario del PD del Trentino quella di Roberto Pinter possa essere la più corrispondente ed adeguata. La sua storia e le sue competenze sviluppate nel corso degli anni nei diversi ambiti di impegno professionale, politico ed istituzionale sono certamente una garanzia importante. Nella consapevolezza che questa sfida la potremo vincere solo se avremo un corpo collettivo ed un gruppo dirigente all’altezza della responsabilità che ci viene dall’essere il primo partito del Trentino.
Michele Nardelli
Bernie Penner says:
ottobre 26th, 2009 at 12:00
Mi spiace molto per il risultato finale. Come cavolo si fa a preferire uno che fa già il Senatore (ma i ga si poc da far a Roma?), che personalmente mi è simpatico e lo ritengo preparato (ma decidete, o un o l’altro te fai) al Roberto che ha dimostrato nelle varie riunioni di essere indubbiamente il più preparato sia politicamente sia amministrativamente, nonchè sulla conoscenza del territorio. Trovo anche scandaloso che uno come Pacher, eletto quasi all’unanimità alle primarie precedenti, si sia preso la briga di appoggiare e candidare con Tonini, anzichè restare super-partes come avrebbe dovuto. Per Veronesi botta tremenda… essere l’alfiere di Bersani pigliatutto e non pigliare niente non dev’esser bello. Lezione non tanto per lui, vittima sacrificale, ma per tutti i “pezzi da 90″ che lo appoggiavano. Mi auguro tu possa essere cmunque protagonista anche nel futuro insieme a noi. Ero convinto che il ballotaggio fosse alla tua portata. Vabbè, qui a Ledro, pur senza candidati locali (no comment) hai preso più voti di Tonini e quasi quanto Veronesi. Buon lavoro e a presto ! Ciao Bernie