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	<title>Roberto Pinter</title>
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		<title>buon compleanno Dalai Lama</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 14:39:41 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[noi e il mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[
6 luglio 2010  Dharamsala
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.robertopinter.eu/wp-content/uploads/2010/07/100706074831SX.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-440" title="100706074831SX" src="http://www.robertopinter.eu/wp-content/uploads/2010/07/100706074831SX-300x196.jpg" alt="100706074831SX" width="300" height="196" /></a></p>
<p><a href="http://tv.repubblica.it/mondo/buon-compleanno-al-dalai-lama/50188?video" target="_blank">6 luglio 2010  Dharamsala</a></p>
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		<title>Dopo le comunali &#8211; commenti stampa</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 14:12:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[il PD del Trentino]]></category>

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		<description><![CDATA[alcuni commenti ai risultati dopo i ballottaggi 
Casalini &#8211; corriere del Trentino 1 giugno
Faustini Trentino 1 giugno 
Giovannetti Adige 1 giugno   

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>alcuni commenti ai risultati dopo i ballottaggi </p>
<p><a href="http://www.robertopinter.eu/wp-content/uploads/2010/06/corriere-d-Trentino-1-giugno.pdf">Casalini &#8211; corriere del Trentino 1 giugno</a></p>
<p><a href="http://www.robertopinter.eu/wp-content/uploads/2010/06/Faustini-Trentino-1-giugno.pdf">Faustini Trentino</a><a href="http://www.robertopinter.eu/wp-content/uploads/2010/06/Faustini-Trentino-1-giugno.pdf"> 1 giugno</a> </p>
<p><a href="http://www.robertopinter.eu/wp-content/uploads/2010/06/Giovannetti-Adige-1-giugno.pdf">Giovannetti Adige 1 giugno</a>   </p>
<p><a href="http://www.robertopinter.eu/wp-content/uploads/2010/06/1-giugno-casalini-CdT1.jpg"></a><a href="http://www.robertopinter.eu/wp-content/uploads/2010/06/1-giugno-casalini-CdT1.jpg"></a></p>
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		<title>La resa dei conti tra indipendentisti e autonomisti.</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 07:31:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[noi e il mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul sito di Italia Tibet sono  stati pubblicati due interventi, uno di Carlo Buldrini e uno del presidente Claudio Cardelli, entrambi a commento del dibattito ospitato da Radio Radicale tra Pietro Verni e Marco Pannella.. Conosco le posizioni di Verni e le trovo, come dire “scontate”,  politicamente troppo distaccate, più volte a rispondere alle proprie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul sito di Italia Tibet sono  stati pubblicati due interventi, uno di Carlo Buldrini e uno del presidente Claudio Cardelli, entrambi a commento del dibattito ospitato da Radio Radicale tra Pietro Verni e Marco Pannella.. Conosco le posizioni di Verni e le trovo, come dire “scontate”,  politicamente troppo distaccate, più volte a rispondere alle proprie domande che ad offrire una via d&#8217;uscita al  popolo tibetano. Quanto a Pannella è trentanni che faccio a pugni con le sue elaborazioni che contengono verità scomode, ma anche comode omissioni.</p>
<p> Trovo  il commento a riguardo di Claudio Cardelli equilibrato e corretto</p>
<p>Mi preoccupa di più il commento di Carlo Buldrini, che pure stimo, perché invita ad una resa dei conti tra autonomisti ed indipendentisti che è assolutamente l&#8217;ultima cosa di cui ha bisogno il popolo tibetano.</p>
<p>Io credo che la nostra associazione per statuto debba riconoscersi nelle posizioni espresse dal Dalai Lama e del parlamento e governo in esilio, ma non deve per questo evitare di interrogarsi su cosa accade in Cina e tra i tibetani.</p>
<p>La discussione tra indipendentisti e autonomisti ha un senso se è un modo per domandarsi quale sia la  giusta via per la libertà del popolo tibetano, è un non senso se invece pensa di poter veramente disporre dell&#8217;alternativa.</p>
<p>Non conosco tibetano o amico dei tibetani, ed io mi considero tale,che non pensi che l&#8217;indipendenza sia un diritto e logica conseguenza dell&#8217;autodeterminazione, e chi è per l&#8217;autonomia lo fa per scelta politica non per resa. Non c&#8217;è alcuna relazione tra l&#8217;essere indipendentisti e l&#8217;avere a cuore la sorte dei tibetani. Anzi semmai ritengo che chi propone l&#8217;indipendenza come via da percorrere politicamente e non solo idealmente sia più interessato alla ragione astratta che non alle sorti concrete dei tibetani.</p>
<p>I tibetani non vogliono saperne della Cina, non ci vogliono grandi saggi per dirlo, ma hanno affidato consapevolmente al Dalai Lama la guida non solo spirituale ma anche politica del popolo tibetano e per questo si riconoscono nella sua azione, che non è quella di un stanco revisionista, ma di un lucido leader che conosce benissimo la condizione vissuta dai tibetani eppure ha, a differenza dei nostri commentatori o di giovani impazienti, la responsabilità di non far cadere nella disperazione il suo popolo e di offrire una via d&#8217;uscita. L&#8217;unica via d&#8217;uscita oggi per un popolo oppresso dalla Cina è certamente quella di confidare nel cambiamento di quel paese, ma guardando al potere del nazionalismo e dell&#8217;imperialismo cinese è impossibile che esista una via pacifica all&#8217;indipendenza ed è ancor più impossibile che ne esista una armata.</p>
<p>Bisogna augurarsi il martirio dei tibetani se ne rivendichiamo l&#8217;indipendenza ed è singolare che se l&#8217;autonomia non fa un passo si rilanci con l&#8217;indipendenza, addirittura presumendo di essere così più realisti!!</p>
<p>In ogni caso che senso ha chiedere la resa dei conti come prima o poi hanno fatto purtroppo i tanti movimenti indipendentisti o rivoluzionari? Scegliere i più duri, i più puri? E chi lo decide? L&#8217;osservatore occidentale? Perché assimilare la straordinaria forza e unità della resistenza tibetana a movimenti che non hanno mai scelto la nonviolenza come mezzo per arrivare alla libertà e come  espressione di libertà.</p>
<p>La verità è che la situazione è disperata, che la Cina è sempre più forte e sempre più feroce, che gli stati e la politica internazionale sono indifferenti, che conta solo l&#8217;interesse economico, e che noi europei invece di dividerci sul cosa chiedere dovremo unirci per fare l&#8217;impossibile.</p>
<p>I tibetani hanno diritto all&#8217;impazienza, noi dovremo essere sì impazienti, ma non verso il Dalai Lama, bensì verso noi stessi e verso i nostri governi: tanto per cominciare, poi ne riparliamo.</p>
<p> </p>
<p>Roberto Pinter</p>
<p>consiglio nazionale Italia Tibet</p>
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		<title>Voltare pagina.</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 10:19:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[il PD del Trentino]]></category>

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		<description><![CDATA[Barbara Lorenzi o Andrea Miorandi? Questa  la scelta che Rovereto sarà chiamata a fare per il proprio futuro, gli altri candidati appartengono comunque al passato.
Dopo l&#8217;amministrazione Valduga Rovereto è chiamata a voltare pagina. Cinque anni fa gli errori e i conflitti tra partiti del centrosinistra consegnarono il Municipio alle civiche di Valduga, che hanno assicurato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Barbara Lorenzi o Andrea Miorandi? Questa  la scelta che Rovereto sarà chiamata a fare per il proprio futuro, gli altri candidati appartengono comunque al passato.</p>
<p>Dopo l&#8217;amministrazione Valduga Rovereto è chiamata a voltare pagina. Cinque anni fa gli errori e i conflitti tra partiti del centrosinistra consegnarono il Municipio alle civiche di Valduga, che hanno assicurato l&#8217;ordinaria amministrazione della città ma che non sono state in grado di  fare quelle scelte di cui la città aveva ed ha bisogno.</p>
<p>Ora quei partiti non ci sono più, ne sono nati dei nuovi come il Partito Democratico e l&#8217;UPT e la coalizione di centrosinistra autonomista si è ricostruita condividendo la candidatura di Andrea Miorandi. La Lega e la destra si sono a loro volta ricompattate proponendo la candidatura di Barbara Lorenzi.</p>
<p>Valduga ha comunque deciso di riproporsi come candidato, eppure i nodi urbanistici da lui stesso sollevati sono rimasti esattamente allo stesso punto di partenza, il traffico di attraversamento della città è ancora in attesa di una soluzione, gli anziani sono ancora in lista di attesa di una nuova RSA,la mobilità attende ancora un sistema pubblico forte, i ciclisti sono rimasti senza ciclabili e sopratutto sono state sprecate molte occasioni e la città sta ancora domandosi quale sarà il suo futuro.</p>
<p>C&#8217;è bisogno di un progetto forte che investa sul ruolo di Rovereto nella Comunità della Vallagarina, che la renda protagonista nel contesto provinciale, che produca nuovo lavoro con nuove imprese attraverso  l&#8217;innovazione e la crescita del sistema formativo e della ricerca.</p>
<p>C&#8217;è bisogno di una città viva dove ognuna delle sue risorse sia valorizzata e non spenta in una amministrazione chiusa e insofferente alla partecipazione democratica.</p>
<p>C&#8217;è bisogno di un sindaco che abbia una buona squadra, che esca dal municipio, che abbia a cuore non solo la memoria ma anche il futuro della città e che abbia perciò il coraggio di fare scelte.</p>
<p>Scelte che indichino la qualità e la vivibilità della città, che definiscano le infrastrutture necessarie per una mobilità sostenibile, che disegnino il territorio e il suo paesaggio, che migliorino la cittadinanza e le reti sociali.</p>
<p>Andrea Miorandi non è solo una risorsa nuova, è anche la risorsa giusta per guidare questo progetto, con la competenza necessaria ma anche con la passione richiesta per costruire il futuro della nostra comunità.</p>
<p>La coalizione di centrosinistra autonomista nel riconoscersi in questa candidatura ha segnato la discontinuità necessaria rispetto al passato, propone un ruolo dei partiti che non è quello di occupare l&#8217;amministrazione ma di garantire che le scelte per la città siano sostenute dalla   partecipazione democratica, e permette inoltre che ci sia finalmente una reale sinergia tra il governo provinciale, la Comunità della Vallagarina e l&#8217;amministrazione comunale.</p>
<p>L&#8217;alternativa ad Andrea Miorandi è Barbara Lorenzi, la candidata della  Lega e della destra, che  propone la rottura del modello socio economico del Trentino, da tutti riconosciuto per la sua qualità, e la messa in discussione del sistema pubblico per coltivare paure e contrapposizioni di cui ne&#8217; Rovereto ne&#8217;  il Trentino hanno sicuramente bisogno.</p>
<p>Occorre fare una scelta precisa, ne va del nostro futuro.</p>
<p style="text-align: right;">Roberto PInter &#8211; Rovereto</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rovereto e la scommessa di un sindaco giovane per voltare pagina.</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 16:07:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[il PD del Trentino]]></category>

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		<description><![CDATA[Con la candidatura di Andrea Miorandi possiamo dire che a Rovereto si apre una nuova stagione per la politica e per la città.
La presenza non solo ingombrante ma anche negativa del sindaco uscente Guglielmo Valduga rischiava di impantanare la città e di impedire un progetto che guardasse al futuro, riproponendo un sindaco incapace di far [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con la candidatura di Andrea Miorandi possiamo dire che a Rovereto si apre una nuova stagione per la politica e per la città.</p>
<p>La presenza non solo ingombrante ma anche negativa del sindaco uscente Guglielmo Valduga rischiava di impantanare la città e di impedire un progetto che guardasse al futuro, riproponendo un sindaco incapace di far crescere la politica e la città stessa.<span id="more-393"></span></p>
<p>Anche i partiti a livello provinciale rischiavano di rimanere prigionieri dei vecchi trucchi di mestiere di una vecchia politica incapace di far crescere nuove risorse e insofferente alla partecipazione e alla democrazia.</p>
<p>Il Partito Democratico ha il merito di aver combattuto per il cambiamento e per la discontinuità rispetto alle precedenti amministrazioni proponendo una coalizione politica e un candidato che la sapesse interpretare.</p>
<p>Rivendicando l’autonomia politica, il circolo del PD è riuscito a Rovereto a tenere insieme la coalizione con UPT, PATT, UDC e Italia dei valori, evitando che calcoli di potere a livello provinciale riproponessero l’ambiguità di Valduga.</p>
<p>Ora inizia la vera partita che è la conquista dell’elettorato popolare. La candidatura di un giovane imprenditore come Andrea, animatore di associazioni e iniziative che spaziano dalla mobilità sostenibile alla ricerca di un cibo buono pulito e giusto, dalla valorizzazione della cultura popolare all’educazione ambientale, è una buona base da cui partire.</p>
<p>Rovereto ha bisogno di credere nelle proprie risorse e di collegarle a quelle della comunità della Vallagarina, investendo così sui giovani e sul futuro.</p>
<p>Il Partito Democratico dovrà contribuire al successo di questa scommessa con una lista che raccolga donne e uomini che animano la nostra comunità e che possono candidarsi ad essere buoni amministratori della città. Esprimendo il mondo del lavoro e la ricchezza sociale di questa nostra terra.</p>
<p>La coalizione di centrosinistra autonomista e il governo provinciale sono chiamati a sostenere il progetto e la candidatura di Miorandi, ma ogni cittadino di buona volontà e che crede nella città è chiamato a cogliere l’occasione per voltare pagina.</p>
<p>Non solo ce la possiamo fare, ce la dobbiamo fare se non vogliamo spegnere le speranze di una città che ritrovi il sorriso e la voglia di crescere insieme.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>51° anniversario della insurrezione del popolo tibetano e dell&#8217;esilio del Dalai Lama</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 11:34:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[noi e il mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[10_marzo_2010_tibet_
Due anni fa la feroce repressione del governo cinese delle proteste dei monaci e della popolazione tibetana portò il dramma del Tibet, occupato militarmente dalla Cina, all&#8217;attenzione della comunità internazionale.
Un anno fa al 50° anniversario dell&#8217;esilio del Dalai Lama la Provincia Autonoma di Trento e il Consiglio Regionale del Trentino Sudtirolo portarono la loro solidarietà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.robertopinter.eu/wp-content/uploads/2010/03/10_marzo_2010_tibet_2.pdf">10_marzo_2010_tibet_</a><a href="http://www.robertopinter.eu/wp-content/uploads/2010/03/10_marzo_2010_tibet_1.pdf"></a></p>
<p>Due anni fa la feroce repressione del governo cinese delle proteste dei monaci e della popolazione tibetana portò il dramma del Tibet, occupato militarmente dalla Cina, all&#8217;attenzione della comunità internazionale.</p>
<p>Un anno fa al 50° anniversario dell&#8217;esilio del Dalai Lama la Provincia Autonoma di Trento e il Consiglio Regionale del Trentino Sudtirolo portarono la loro solidarietà al Dalai Lama partecipando con una delegazione alla cerimonia tenuta a Dharamsala in India.</p>
<p>Rispettando gli impegni concordati con il  governo e il parlamento tibetano in esilio la Provincia ha organizzato un importante convegno sulla richiesta di autonomia del Tibet che nel mese di novembre ha visto la presenza del Dalai Lama a Trento.</p>
<p>Per dare continuità agli impegni assunti dalla comunità trentina a sostegno della causa tibetana e per richiamare l&#8217;attenzione della opinione pubblica sulla repressione dei tibetani e sul dramma di chi è in carcere e dei profughi il 10 marzo presso la sala della Regione e Trento si terrà una iniziativa pubblica.</p>
<p align="right"> </p>
<p>Questo il programma:</p>
<p> </p>
<p align="center"><strong>10 marzo 2010 ore 18</strong></p>
<p align="center"><strong>sala di rappresentanza della Regione, piazza Dante</strong>,</p>
<p> </p>
<p>Esposizione della bandiera tibetana.</p>
<p> </p>
<p><strong>Marco Depaoli</strong>, presidente del Consiglio Regionale, introduzione</p>
<p> l&#8217;intervento del <strong>Dalai Lama</strong> per il 51° anniversario da Dharamsala</p>
<p><strong>Roberto Pinter</strong>, Ass.Italia -Tibet, “Le iniziative a sostegno dei diritti del popolo tibetano”</p>
<p><strong>Jens Woelk</strong> , Università di Trento, “Memorandum sulla effettiva Autonomia per il Popolo Tibetano”</p>
<p><strong>Khando Tenzin</strong>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=iAVtL3X-8ho " target="_blank">Comunità tibetana in Italia</a>,  “Un popolo senza libertà”</p>
<p> </p>
<p>ore 19.30 chiusura con l&#8217;inno nazionale del Tibet</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Incontro Obama Dalai Lama</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 08:59:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi ha paura del Dalai Lama?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://espresso.repubblica.it/multimedia/23088544" target="_blank">Chi ha paura del Dalai Lama?</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>incontro con Rebiya Kadeer</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 11:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[noi e il mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[il 27 gennaio a Trento &#8211; Rebiya Keder &#8220;La guerriera gentile&#8221; 
incontro con il presidente Dellai
e incontro organizzato dal Forum trentino per la pace presso la sala Aurora di palazzo Trentini
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il 27 gennaio a Trento &#8211; Rebiya Keder <em>&#8220;La guerriera gentile&#8221; <a href="http://www.robertopinter.eu/wp-content/uploads/2010/02/PAAAA38575.JPG"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-373" title="PAAAA38575" src="http://www.robertopinter.eu/wp-content/uploads/2010/02/PAAAA38575-150x150.jpg" alt="PAAAA38575" width="150" height="150" /></a></em></p>
<p><em><a href="http://www.uffstampa.provincia.tn.it/csw/c_stampa.nsf/8d60911a745c25adc12574940035857e/92ee01b32a1d1f47c12576b8005686d9?OpenDocument" target="_blank">incontro con il presidente Dellai</a></em></p>
<p><em>e <a href="http://www.consiglio.provincia.tn.it/banche_dati/articoli/art_documento_campi.it.asp?pagetype=camp&amp;app=art&amp;ar_id=120056&amp;carica_var_session=1&amp;suffix=_campi&amp;type=testo&amp;blank=N" target="_blank">incontro organizzato </a>dal Forum trentino per la pace presso la sala Aurora di palazzo Trentini</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nuovo Ateneo</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 08:39:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[il PD del Trentino]]></category>
		<category><![CDATA[noi e il mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[In risposta al direttore (de L&#8217;Adige) sul Nuovo Ateneo.
Caro direttore,
come commissario dei dodici, raccolgo immediatamente l’invito al dibattito sul futuro dell’Università di Trento.
Il suo editoriale coglie tutta la delicatezza e l’importanza della partita che si è aperta con l’accordo tra governo e Provincia che prevede la delega in materia di Università. Da però per scontato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta al direttore (de L&#8217;Adige) sul Nuovo Ateneo.</p>
<p>Caro direttore,</p>
<p>come commissario dei dodici, raccolgo immediatamente l’invito al dibattito sul futuro dell’Università di Trento.</p>
<p>Il suo editoriale coglie tutta la delicatezza e l’importanza della partita che si è aperta con l’accordo tra governo e Provincia che prevede la delega in materia di Università. Da però per scontato che sarà solamente attraverso la legge provinciale che si giungerà a definire il come sarà esercitata la delega. Io credo invece che, ferma restando la competenza <span id="more-368"></span>legislativa provinciale, sia invece anche opportuna ancor prima che necessaria una cornice definita da una specifica norma d’attuazione. <strong>Necessaria  perché prevista dalla legge finanziaria che all’articolo 125 recita “ fino alla emanazione delle norme di attuazione che disciplinano l’esercizio delle funzioni delegate..lo Stato continua ad esercitare le predette funzioni”.</strong> Ma anche opportuna, ricordo infatti che la previsione della delega in materia di Università è giunta, se non inattesa quanto meno affrettata, al punto che non sappiamo nemmeno se e in che misura il competente ministero sia stato coinvolto. E’ evidente che per il ministero sia un onere finanziario in meno, ma spero che ci sia ancora un residuo di Stato tale da porsi il problema di raccordare la novità “trentine”rispetto al resto dell’ordinamento.</p>
<p>Inoltre si pone un problema che se non ha il peso della incertezza finanziaria ha senz’altro la forza di diventare una fonte di instabilità della nuova normativa provinciale in materia, ed è quella norma, prevista dalle legge statale che ha ratificato l’accordo Provincia -Governo,e che afferma che la delega va esercitata nel rispetto dei principi fondamentali della legislazione statale oltre che dell’articolo 33 della Costituzione.</p>
<p>Ora  non sono d’accordo con lei quando afferma che queste “..sono poche righe che non dicono nulla”, dicono molto invece sia perché ribadiscono la libertà dell’insegnamento e l’autonomia delle Università che non possono certamente essere compromesse da una gestione provinciale sia perché il rispetto dei principi fondamentali della legislazione statale può limitare severamente l’esercizio della delega. Ad esempio se giungesse a termine l’iter legislativo della riforma delle Università si dovrebbe fare i conti con norme estremamente dettagliate che metterebbero in seria difficoltà la Corte costituzionale, chiamata sicuramente a pronunciarsi sulla legittimità costituzionale della futura legge provinciale. La giurisprudenza evidenzia che nel passato la Corte ha sovente riconosciuto norme particolari come principi fondamentali, per cui se non si vuole procedere sotto la cappa del rischio di incostituzionalità sarebbe utile definire con Norma di attuazione in che misura e in quale cornice si eserciterà la delega, così da indirizzare anche la legislazione statale in materia.</p>
<p>In altre parole prima della legislazione provinciale ritengo utile una Norma d’attuazione che renda il processo più stabile e la competenza delegata più forte e che assicuri anche il necessario accordo e raccordo tra Ministero e Provincia.</p>
<p>Di questo come delle altre previsioni contenute nell’accordo Stato Provincia si occuperà prossimamente la Commissione dei dodici.</p>
<p>Il passaggio che invece mi convince è quello della partecipazione ampia e trasparente di tutte le componenti al dibattito sul contenuto della “provincializzazione”.Questa è una condizione essenziale condivisa da Provincia e Università, sia per evitare che il tutto  si concluda con una accordo tra Rettore e Presidente , che dopo il passaggio forzato sul federalismo non sarebbe per nulla accettabile, sia per evitare che quello che è accaduto con la riforma provinciale dell’istruzione superiore e sia infine perché è troppo importante il futuro dell’Università per essere rinchiuso in poche stanze.</p>
<p>Non credo che l’Università corra i rischi di una deriva provinciale e asfittica, l’autonomia dell’Università non è meno forte nel tempo di quella delle Istituzioni dell’Autonomia, ma senz’altro si può correre il rischio di sprecare una grande opportunità, che non può certamente essere compressa da esigenze di cassa o da esigenze da piccola bottega, ma nemmeno ridursi a pagare a piè di lista senza pretendere l’eccellenza rispetto alla rete universitaria e della ricerca a noi equiparabile.</p>
<p>Pur non condividendo la stroncatura della riforma trentina della scuola, senz’altro condivido la pesante bocciatura per il metodo e per le carenze nella strategia. E per questo sollevo un altro tema che viene prima dell’idea di Università del Trentino, ed è quello che riguarda le risorse umane che la Provincia è in grado di mettere in campo per garantire l’azione di indirizzo, nonché la capacità di controllo e valutazione. Se le risorse sono quelle che abbiamo visto recentemente all’opera nell’attuazione della riforma della scuola trentina, allora devo dire che non sono all’altezza: o si offre il meglio per una sfida che richiede il meglio oppure avrà ragione chi teme la provincializzazione.</p>
<p>Propongo di partire da una solida cornice giuridica, da un confronto aperto, dalla condivisione dei principi e degli obiettivi oltre che delle risorse, e dalla individuazione delle competenze necessarie per affrontare la sfida.</p>
<p style="text-align: right;"> Roberto Pinter, Commissione dei Dodici.</p>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 18:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Repubblica — 30 dicembre 2009   
Ma come è potuto venire in mente, al Pd pugliese (e romano) di allestire una catastrofe politica come quella in corso? Come si fa a silurare un vincitore di primarie (Vendola), nonché governatore in carica, senza indire nuove primarie? Ora il povero Emiliano, capito che di quell&#8217; errore marchiano era al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Repubblica — 30 dicembre 2009   </p>
<div>Ma come è potuto venire in mente, al Pd pugliese (e romano) di allestire una catastrofe politica come quella in corso? Come si fa a silurare un vincitore di primarie (Vendola), nonché governatore in carica, senza indire nuove primarie? Ora il povero Emiliano, capito che di quell&#8217; errore marchiano era al tempo stesso artefice e vittima, corre ai ripari chiedendo egli stesso di andare alle primarie. Ma nel frattempo, grazie a non si sa quale cortocircuito mentale, o sciocca prepotenza di apparato, Emiliano è diventato il candidato del Palazzo, l&#8217; uomo imposto dall&#8217; alto: proprio lui che diventò sindaco di Bari sulle ali di una forte simpatia popolare. Il brillante bilancio: uno dei pochi leader pensanti e stimabili della sinistra italiana, Vendola, scaricato come un impiccio. Un uomo di popolo come Emiliano ridotto a cavallo di Troia di D&#8217; Alema e Bersani sulla strada dell&#8217; accordo con l&#8217; Udc. E soprattutto &#8220;il partito delle primarie&#8221;, unica eccellenza e anche unico riconoscibile connotato, fin qui, del Partito democratico, che mostra di avere paura delle primarie, e preferisce fare i suoi soliti calcoletti nelle solite vecchie stanzette. Voto: zero. &#8211; <em>MICHELE SERRA</em></div>
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