Archive for category noi e il mondo

buon compleanno Dalai Lama

Posted by admin on martedì, 6 luglio, 2010

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6 luglio 2010  Dharamsala

La resa dei conti tra indipendentisti e autonomisti.

Posted by admin on lunedì, 10 maggio, 2010

Sul sito di Italia Tibet sono  stati pubblicati due interventi, uno di Carlo Buldrini e uno del presidente Claudio Cardelli, entrambi a commento del dibattito ospitato da Radio Radicale tra Pietro Verni e Marco Pannella.. Conosco le posizioni di Verni e le trovo, come dire “scontate”,  politicamente troppo distaccate, più volte a rispondere alle proprie domande che ad offrire una via d’uscita al  popolo tibetano. Quanto a Pannella è trentanni che faccio a pugni con le sue elaborazioni che contengono verità scomode, ma anche comode omissioni.

 Trovo  il commento a riguardo di Claudio Cardelli equilibrato e corretto

Mi preoccupa di più il commento di Carlo Buldrini, che pure stimo, perché invita ad una resa dei conti tra autonomisti ed indipendentisti che è assolutamente l’ultima cosa di cui ha bisogno il popolo tibetano.

Io credo che la nostra associazione per statuto debba riconoscersi nelle posizioni espresse dal Dalai Lama e del parlamento e governo in esilio, ma non deve per questo evitare di interrogarsi su cosa accade in Cina e tra i tibetani.

La discussione tra indipendentisti e autonomisti ha un senso se è un modo per domandarsi quale sia la  giusta via per la libertà del popolo tibetano, è un non senso se invece pensa di poter veramente disporre dell’alternativa.

Non conosco tibetano o amico dei tibetani, ed io mi considero tale,che non pensi che l’indipendenza sia un diritto e logica conseguenza dell’autodeterminazione, e chi è per l’autonomia lo fa per scelta politica non per resa. Non c’è alcuna relazione tra l’essere indipendentisti e l’avere a cuore la sorte dei tibetani. Anzi semmai ritengo che chi propone l’indipendenza come via da percorrere politicamente e non solo idealmente sia più interessato alla ragione astratta che non alle sorti concrete dei tibetani.

I tibetani non vogliono saperne della Cina, non ci vogliono grandi saggi per dirlo, ma hanno affidato consapevolmente al Dalai Lama la guida non solo spirituale ma anche politica del popolo tibetano e per questo si riconoscono nella sua azione, che non è quella di un stanco revisionista, ma di un lucido leader che conosce benissimo la condizione vissuta dai tibetani eppure ha, a differenza dei nostri commentatori o di giovani impazienti, la responsabilità di non far cadere nella disperazione il suo popolo e di offrire una via d’uscita. L’unica via d’uscita oggi per un popolo oppresso dalla Cina è certamente quella di confidare nel cambiamento di quel paese, ma guardando al potere del nazionalismo e dell’imperialismo cinese è impossibile che esista una via pacifica all’indipendenza ed è ancor più impossibile che ne esista una armata.

Bisogna augurarsi il martirio dei tibetani se ne rivendichiamo l’indipendenza ed è singolare che se l’autonomia non fa un passo si rilanci con l’indipendenza, addirittura presumendo di essere così più realisti!!

In ogni caso che senso ha chiedere la resa dei conti come prima o poi hanno fatto purtroppo i tanti movimenti indipendentisti o rivoluzionari? Scegliere i più duri, i più puri? E chi lo decide? L’osservatore occidentale? Perché assimilare la straordinaria forza e unità della resistenza tibetana a movimenti che non hanno mai scelto la nonviolenza come mezzo per arrivare alla libertà e come  espressione di libertà.

La verità è che la situazione è disperata, che la Cina è sempre più forte e sempre più feroce, che gli stati e la politica internazionale sono indifferenti, che conta solo l’interesse economico, e che noi europei invece di dividerci sul cosa chiedere dovremo unirci per fare l’impossibile.

I tibetani hanno diritto all’impazienza, noi dovremo essere sì impazienti, ma non verso il Dalai Lama, bensì verso noi stessi e verso i nostri governi: tanto per cominciare, poi ne riparliamo.

 

Roberto Pinter

consiglio nazionale Italia Tibet

51° anniversario della insurrezione del popolo tibetano e dell’esilio del Dalai Lama

Posted by admin on lunedì, 8 marzo, 2010

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Due anni fa la feroce repressione del governo cinese delle proteste dei monaci e della popolazione tibetana portò il dramma del Tibet, occupato militarmente dalla Cina, all’attenzione della comunità internazionale.

Un anno fa al 50° anniversario dell’esilio del Dalai Lama la Provincia Autonoma di Trento e il Consiglio Regionale del Trentino Sudtirolo portarono la loro solidarietà al Dalai Lama partecipando con una delegazione alla cerimonia tenuta a Dharamsala in India.

Rispettando gli impegni concordati con il  governo e il parlamento tibetano in esilio la Provincia ha organizzato un importante convegno sulla richiesta di autonomia del Tibet che nel mese di novembre ha visto la presenza del Dalai Lama a Trento.

Per dare continuità agli impegni assunti dalla comunità trentina a sostegno della causa tibetana e per richiamare l’attenzione della opinione pubblica sulla repressione dei tibetani e sul dramma di chi è in carcere e dei profughi il 10 marzo presso la sala della Regione e Trento si terrà una iniziativa pubblica.

 

Questo il programma:

 

10 marzo 2010 ore 18

sala di rappresentanza della Regione, piazza Dante,

 

Esposizione della bandiera tibetana.

 

Marco Depaoli, presidente del Consiglio Regionale, introduzione

 l’intervento del Dalai Lama per il 51° anniversario da Dharamsala

Roberto Pinter, Ass.Italia -Tibet, “Le iniziative a sostegno dei diritti del popolo tibetano”

Jens Woelk , Università di Trento, “Memorandum sulla effettiva Autonomia per il Popolo Tibetano”

Khando Tenzin, Comunità tibetana in Italia,  “Un popolo senza libertà”

 

ore 19.30 chiusura con l’inno nazionale del Tibet

incontro con Rebiya Kadeer

Posted by admin on venerdì, 5 febbraio, 2010

il 27 gennaio a Trento – Rebiya Keder “La guerriera gentile” PAAAA38575

incontro con il presidente Dellai

e incontro organizzato dal Forum trentino per la pace presso la sala Aurora di palazzo Trentini

Nuovo Ateneo

Posted by admin on lunedì, 1 febbraio, 2010

In risposta al direttore (de L’Adige) sul Nuovo Ateneo.

Caro direttore,

come commissario dei dodici, raccolgo immediatamente l’invito al dibattito sul futuro dell’Università di Trento.

Il suo editoriale coglie tutta la delicatezza e l’importanza della partita che si è aperta con l’accordo tra governo e Provincia che prevede la delega in materia di Università. Da però per scontato che sarà solamente attraverso la legge provinciale che si giungerà a definire il come sarà esercitata la delega. Io credo invece che, ferma restando la competenza Read the rest of this entry »

Perché non possiamo gemellarci con l’attuale regione tibetana. Una risposta a Gubert

Posted by admin on lunedì, 23 novembre, 2009

We cannot excuse you for the behaviour
The Great China the Divide Empire
has fallen into dishonor;
politicians kill the monks
refusing the listen to reason

keep your hands off Tibet
keep your hands off Tibet, now!

Hom ha hum vajra guru padma sid hum

Franco Battiato – TIBET (Fleurs 2)

 

Renzo Gubert, presidente onorario della associazione parlamentare Amici della Cina, chiede a Dellai e a Durnwalder di gemellare la nostra regione con la Regione autonoma del Tibet per favorire il dialogo tra il governo cinese e il Dalai Lama. Read the rest of this entry »

Dalai Lama a Trento

Posted by admin on venerdì, 20 novembre, 2009

Il Dalai Lama a Trento – novembre 2009 1/3

il Dalai Lama a Trento – novembre 2009 2/3

il Dalai Lama a Trento – novembre 2009 3/3

Tavola rotonda auditorium – novembre 2009  1/4

Tavola rotonda auditorium – novembre 2009  2/4

Tavola rotonda auditorium – novembre 2009  3/4

Tavola rotonda auditorium – novembre 2009  4/4

Resolutions of Autonomous Regions in Support of Tibet

Posted by admin on martedì, 17 novembre, 2009

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Le autonomie per il Tibet

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mozione delle Autonomie per il Tibet – Carta di Trento

Nel marzo 2008  il mondo intero si indignò per la violenta repressione operata dal governo cinese nei confronti dei monaci e dei civili tibetani che a Lhasa, come in tante parti del Tibet, protestavano per la negazione dei loro diritti. Alla vigilia delle olimpiadi la causa tibetana diventò di dominio dell’opinione pubblica mondiale. All’indomani i rappresentanti del Governo tibetano in esilio hanno presentato alla delegazione cinese un memorandum  contenente le richieste per arrivare ad una genuina autonomia per il Tibet. 

Il memorandum esprime la disponibilità  dei tibetani ad accettare la sovranità cinese purché sia riconosciuta una effettiva autonomia. Una richiesta con la quale, in coerenza con i principi della Costituzione cinese, si chiede il rispetto dell’identità e della cultura tibetana.

L’iniziativa del memorandum permette una discussione nel merito di un diritto che dal 1951 è stato solo formalmente riconosciuto (con l’Accordo dei 17 punti prima, e con l’istituzione della Regione autonoma, dopo), ma in realtà negato, dal 1959, con l’occupazione cinese e con l’immigrazione che sta riducendo i tibetani ad essere una minoranza nella loro terra. 

L’autonomia delle Province e Regioni che noi rappresentiamo è la dimostrazione che i conflitti possono avere una soluzione non violenta rispettosa dei diritti di tutte le parti, che è possibile conservare le identità e le culture dei popoli anche se minoritari attraverso forme di autonomia e di autogoverno, che i diritti delle minoranze sono pienamente compatibili con la sovranità di uno Stato e con l’unità dello stesso. 

Per queste ragioni riconosciamo la decisione del Dalai Lama e del parlamento e del governo tibetani in esilio, di aver scelto, al posto della lotta per l’indipendenza, la via dell’autodeterminazione interna. La proposta contenuta nel Memorandum dell’autonomia per tutte le regioni del Tibet, è il modo più adeguato per ottenere il riconoscimento dei diritti del popolo tibetano all’autogoverno, e la conservazione della loro lingua, cultura, religione, nonché della salvaguardia dell’ambiente e delle risorse naturali. 
 

Considerando le esperienze concrete delle tante regioni autonome che in tutto il mondo hanno permesso di prevenire o superare i conflitti rispettando i diritti fondamentali delle minoranze linguistiche ed etniche e lasciando loro di esercitare il diritto   all’autogoverno, pur nel rispetto dell’unità statale. 

chiediamo al governo cinese:

di prendere atto della realtà e della storia di tali Regioni autonome e di valorizzare la loro capacità di superare i conflitti e di mantenere un dialogo istituzionale costruttivo tra i governi centrali e le autorità autonome;

di avviare una trattativa, con il Dalai Lama e con il parlamento e il governo tibetano in esilio, sulla base del “Memorandum per una genuina autonomia”; 

chiediamo al governo cinese, al Dalai Lama e al governo e al parlamento tibetano in esilio:

di attivare immediatamente un confronto vero nel merito del memorandum e l’avvio di un percorso che permetta di raggiungere una effettiva attuazione dell’autonomia del popolo tibetano prevenendo l’aggravarsi dei conflitti;

chiediamo all’ONU, ai governi nazionali dei suoi stati membri, al Parlamento europeo di impegnarsi per gli obiettivi contenuti in questa mozione che sono in coerenza con le risoluzioni dell’ONU;

Come realtà territoriali che hanno ottenuto il riconoscimento all’autonomia e all’autogoverno ci rendiamo disponibili a supportare il percorso per il raggiungimento di una giusta e condivisa autonomia delle regioni del Tibet;

Offriamo come utili punti di riferimento la nostra storia, i nostri statuti e ordinamenti, che possono essere esempi tenendo conto delle diverse identità territoriali ed etniche e delle diverse costituzioni nazionali in modo da essere utili soluzioni nell’interesse di tutte le parti;

Offriamo anche la disponibilità  delle nostre risorse giuridiche ed amministrative per ogni lavoro di supporto alla definizione di soluzioni normative – ordinamentali  adeguate alla complessità e specificità cinese;

Facciamo appello a tutte le realtà regionali autonome affinché condividano questa mozione e affinché chiedano ai rispettivi Stati di supportare la ricerca di una giusta e condivisa soluzione di autonomia che permetta al popolo tibetano, nel rispetto della costituzione cinese, di godere di una genuina autonomia e di avere un futuro di pace.

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Le Autonomie per il Tibet

Posted by admin on lunedì, 9 novembre, 2009

conferenza stampa di presentazione del Convegno scientifico_16 e 17 nov 2009 e tavola rotonda per il Tibet

http://portale.unitn.iy/eventi/autonomiaregionalecomparata

La verità sulla morte di Stefano

Posted by admin on lunedì, 2 novembre, 2009

“Delitto di Stato” così oggi titolava l’Unità, riferendosi alla morte di Stefano Cucchi. Un titolo forte per una verità ancora più inquietante. E’ importante che l’attenzione dei mass media sia forte, almeno altrettanto forte della autodifesa dello Stato. Non possiamo ignorare la gravità di quanto è successo: Read the rest of this entry »