Archive for category Partito Democratico

Dopo le comunali – commenti stampa

Posted by admin on venerdì, 11 giugno, 2010

alcuni commenti ai risultati dopo i ballottaggi 

Casalini – corriere del Trentino 1 giugno

Faustini Trentino 1 giugno 

Giovannetti Adige 1 giugno   

Voltare pagina.

Posted by admin on mercoledì, 31 marzo, 2010

Barbara Lorenzi o Andrea Miorandi? Questa  la scelta che Rovereto sarà chiamata a fare per il proprio futuro, gli altri candidati appartengono comunque al passato.

Dopo l’amministrazione Valduga Rovereto è chiamata a voltare pagina. Cinque anni fa gli errori e i conflitti tra partiti del centrosinistra consegnarono il Municipio alle civiche di Valduga, che hanno assicurato l’ordinaria amministrazione della città ma che non sono state in grado di  fare quelle scelte di cui la città aveva ed ha bisogno.

Ora quei partiti non ci sono più, ne sono nati dei nuovi come il Partito Democratico e l’UPT e la coalizione di centrosinistra autonomista si è ricostruita condividendo la candidatura di Andrea Miorandi. La Lega e la destra si sono a loro volta ricompattate proponendo la candidatura di Barbara Lorenzi.

Valduga ha comunque deciso di riproporsi come candidato, eppure i nodi urbanistici da lui stesso sollevati sono rimasti esattamente allo stesso punto di partenza, il traffico di attraversamento della città è ancora in attesa di una soluzione, gli anziani sono ancora in lista di attesa di una nuova RSA,la mobilità attende ancora un sistema pubblico forte, i ciclisti sono rimasti senza ciclabili e sopratutto sono state sprecate molte occasioni e la città sta ancora domandosi quale sarà il suo futuro.

C’è bisogno di un progetto forte che investa sul ruolo di Rovereto nella Comunità della Vallagarina, che la renda protagonista nel contesto provinciale, che produca nuovo lavoro con nuove imprese attraverso  l’innovazione e la crescita del sistema formativo e della ricerca.

C’è bisogno di una città viva dove ognuna delle sue risorse sia valorizzata e non spenta in una amministrazione chiusa e insofferente alla partecipazione democratica.

C’è bisogno di un sindaco che abbia una buona squadra, che esca dal municipio, che abbia a cuore non solo la memoria ma anche il futuro della città e che abbia perciò il coraggio di fare scelte.

Scelte che indichino la qualità e la vivibilità della città, che definiscano le infrastrutture necessarie per una mobilità sostenibile, che disegnino il territorio e il suo paesaggio, che migliorino la cittadinanza e le reti sociali.

Andrea Miorandi non è solo una risorsa nuova, è anche la risorsa giusta per guidare questo progetto, con la competenza necessaria ma anche con la passione richiesta per costruire il futuro della nostra comunità.

La coalizione di centrosinistra autonomista nel riconoscersi in questa candidatura ha segnato la discontinuità necessaria rispetto al passato, propone un ruolo dei partiti che non è quello di occupare l’amministrazione ma di garantire che le scelte per la città siano sostenute dalla   partecipazione democratica, e permette inoltre che ci sia finalmente una reale sinergia tra il governo provinciale, la Comunità della Vallagarina e l’amministrazione comunale.

L’alternativa ad Andrea Miorandi è Barbara Lorenzi, la candidata della  Lega e della destra, che  propone la rottura del modello socio economico del Trentino, da tutti riconosciuto per la sua qualità, e la messa in discussione del sistema pubblico per coltivare paure e contrapposizioni di cui ne’ Rovereto ne’  il Trentino hanno sicuramente bisogno.

Occorre fare una scelta precisa, ne va del nostro futuro.

Roberto PInter – Rovereto

Rovereto e la scommessa di un sindaco giovane per voltare pagina.

Posted by admin on martedì, 9 marzo, 2010

Con la candidatura di Andrea Miorandi possiamo dire che a Rovereto si apre una nuova stagione per la politica e per la città.

La presenza non solo ingombrante ma anche negativa del sindaco uscente Guglielmo Valduga rischiava di impantanare la città e di impedire un progetto che guardasse al futuro, riproponendo un sindaco incapace di far crescere la politica e la città stessa. Read the rest of this entry »

Da Cles segnali positivi per il PD

Posted by admin on mercoledì, 16 dicembre, 2009

Il risultato di Cles indica uno scenario diverso per il PD e per le prossime elezioni amministrative.

Ogni realtà comunale ha la sua specificità e non è esportabile e il risultato di Cles è di Cles prima ancora che un risultato politico provinciale, ma non c’è ombra di dubbio che a Cles si è riflesso ciò che agita lo scenario provinciale.

Patt e Upt hanno messo in scena uno schema che stanno inseguendo in altre realtà Read the rest of this entry »

Il Partito Democratico del Trentino dopo le primarie.

Posted by admin on giovedì, 29 ottobre, 2009

E’ stata una grande sorpresa la partecipazione alle primarie del Partito Democratico. Lo è stata in tutta l’Italia perché ha dimostrato che c’è un popolo democratico che crede ancora nella politica e nel PD, lo è stata in Trentino dove la spinta del nazionale si è unita a quella mossa dalle centinaia di candidati che hanno partecipato alla elezione del nuovo gruppo dirigente del PD trentino. Read the rest of this entry »

Assemblea del Partito Democratico del Trentino.

Posted by admin on domenica, 4 ottobre, 2009

Trento, 4 ottobre 2009

Intervento del candidato alla segreteria, Roberto Pinter.                                  

 E’ difficile da spiegare questa complessa e burocratica procedura delle primarie, regole che non vanno bene, ma che non propongo di cambiare subito, perché è ora di passare dall’infinita discussione sulle regole alla politica. Ed è ancor più difficile spiegare perché il nostro partito sia così concentrato in una competizione, che talora assomiglia ad una resa dei conti, al punto da dimenticarsi quale sia la sua principale missione.

Mentre si discute se il segretario sia ancora legittimato a farlo, se gli iscritti al sud siano da considerarsi al pari di un’offerta anomala, se contano di più gli iscritti o gli elettori, se è più colpevole D’Alema o Veltroni nel non aver affrontato il conflitto di interessi, in parlamento si approva lo scudo fiscale grazie anche all’assenza dei parlamentari del Partito Democratico, magari gli stessi che poi vogliono pure diventare segretari regionali.

No, qualcosa non torna se il PD litiga sul come opporsi a Berlusconi, lasciando al Di Pietro di turno di poter conquistare l’immagine e l’immaginario degli italiani su chi rappresenti veramente l’opposizione in Italia.

Così come non mi torna un PD che è così incerto, quando non assente, sui temi dell’immigrazione, sia quando dovrebbe esprimere una cultura dell’accoglienza di fronte ai respingimenti o agli autobus con le grate, sia quando dovrebbe dare risposte precise rispetto alle paure alimentate anche da comportamenti delinquenziali.

Per non parlare dei temi relativi alle questioni etiche o inerenti alla laicità dello stato, rispetto alle quali il PD annuncia dei principi ma poi rimane privo di iniziativa e di immagine.

Un partito assente, un partito che si attarda a guardare indietro o a guardarsi allo specchio, è un partito che non serve.

Mentre ci laceriamo se entrare nel gruppo europeo dei socialdemocratici o dei popolari la storia rischia di cancellare lo stesso oggetto della disputa, vale a dire la socialdemocrazia, e così ho paura che mentre discutiamo sul come contrastare Berlusconi o se è peggio Galan o Tosi, ci ritroveremo con un nuovo capo del governo o con un nuovo governatore, ancora del centrodestra.

No, ci vuole la chiarezza delle idee, parole comprensibili a chi sceglie il PD per non ritrovarsi con Berlusconi e a chi sceglie Berlusconi solo perché non gli piace la sinistra. E ci vuole il coraggio nel portarle avanti le idee e la capacità di comunicarle. E soprattutto ci vuole la coerenza nei comportamenti, perché vale di più la coerenza alle idee che non la grandezza delle idee.

 Non era per questo che ho deciso di non scegliere una delle mozioni, in realtà non mi sono schierato perché tutto questo schierarsi non porta bene al partito, perché un segretario provinciale non può essere votato perché al rimorchio di un candidato nazionale, e perché un segretario deve candidarsi a rappresentare tutto il partito e non solo una parte dello stesso.

Ma ogni giorno che passa mi convinco della giustezza di una scelta, perché nessuna delle tre mozioni in realtà da una risposta completa alle domande dell’elettorato del PD, vincerà chi prenderà il meglio di tutte e tre e in ogni modo sarà necessaria una ricomposizione unitaria e vorrei che il PD trentino contribuisse alla costruzione del futuro PD. A partire dal tema della natura federata di questo partito (che è scritto nello statuto ma per nulla attuato) e del riconoscimento delle autonomie, temi che non trovano una sensibilità convincente in nessuno dei tre candidati. Read the rest of this entry »

La ricostruzione dopo il terremoto e il ruolo della Provincia di Trento

Posted by admin on martedì, 15 settembre, 2009

Lettera aperta al Presidente Lorenzo Dellai          

 Caro Presidente,

sono uno dei tanti trentini orgogliosi del lavoro fatto dai nostri volontari e dalla Protezione civile all’indomani del tragico terremoto in Abruzzo. E sono anche orgoglioso che siano state consegnate le prime casette a chi corre il rischio di affrontare l’inverno nelle tende e che siano state realizzate grazie anche alle risorse e alle competenze della autonomia e grazie alle professionalità cresciute in Trentino. E’ giusto il contributo solidale di questa terra ed è giusto che l’Autonomia speciale venga colta come occasione di efficienza e di buon governo.

Sono un po’ preoccupato che il lavoro e la specialità trentina vengano usati dal presidente Berlusconi per una passerella mediatica che rasenta l’indecenza per la mancanza di misura e di pudore. Che il capo del governo si faccia bello della qualità raggiunta da questa Provincia, nonostante la sua avversione per ogni forma di autonomia e il suo costante tentativo di demolire capacità e credibilità della pubblica amministrazione, è però un rischio che andava corso.

E caro Presidente sarò pure contento se avrai modo di arricchire la tua credibilità politica grazie al fatto che rappresenti la laboriosità della gente trentina.

Credo però giusto sollevare un tema sul quale ti invito a riflettere e rispetto al quale mi aspetto anche delle risposte.

L’inaugurazione festosa delle prime casette non deve apparire come il superamento della emergenza umanitaria, troppe sono ancora le sofferenze e i disagi e troppi sono ancora gli interventi che ad alcuni mesi di distanza stanno ancora attendendo l’inizio. Ma questo è un appello che rivolgo al governo nazionale più che a te.

Al tempo stesso temo che una risposta legata alla emergenza non risulti come la risposta! Mentre si avvicina l’inverno si accendono le luci attorno ai nuovi progetti e si spengono quelle attorno all’inestimabile patrimonio dei centri storici delle zone colpite dal sisma. Il rischio che i prefabbricati e poi le nuove case comportino la morte delle speranze che quei centri tornino a vivere è molto alto. Non sfugge infatti la scelta politica del governo di Berlusconi di non aver attivato uno straordinario investimento di risorse pubbliche, per preservare ciò che rimane e per immaginarne la ricostruzione. Non aver attivato una finanza straordinaria per la ricostruzione significa concentrarsi sulla emergenza, trascurando il patrimonio storico e lasciandolo abbandonato al suo degrado. Gli edifici andavano puntellati, protetti dal maltempo e dal gelo e andavano promossi i progetti e le risorse necessarie per ridare vita all’Aquila come ai piccoli borghi. Per Berlusconi era più importante non ricorrere a nuove tassazioni piuttosto che lasciar morire un pezzo d’Italia e sono convinto invece che gli italiani avrebbero condiviso il contributo per la ricostruzione.

Dobbiamo invertire questa tendenza a lasciar morire i centri storici, perché con la loro morte morirebbero anche il senso di appartenenza e l’identità di quella gente, pensiamo al nostro Trentino cosa vorrebbe dire per i nostri anziani abbandonare i loro paesi per finire in anonimi fabbricati. Sarebbe una grave sconfitta per il paese che si sommerebbe alla tragedia. Dobbiamo ridare speranza e il modo per farlo è riportare a nuova vita quel pezzo d’Italia.

Allora Presidente tu sai quante risorse il Trentino ha destinato alla conservazione dei centri storici, e conosci la mia caparbietà quando da assessore rivendicavo l’investimento per le ristrutturazioni. Conosci anche le tante professionalità cresciute nella progettazione e le tante imprese e artigiani che hanno contribuito a mantenere un patrimonio straordinario. E conosci le tecnologie innovative nel campo dell’edilizia sostenibile e del risparmio energetico.

Sarebbe bello dopo gli interventi di emergenza assistere all’intervento della Provincia di Trento per ricostruire i centri storici distrutti dal terremoto, e sarebbe importante che tu rappresentassi questa esigenza e questa disponibilità al governo nazionale oltre che agli enti locali dell’Abruzzo. Sono certo che sarebbero entusiasti e avremo così la possibilità di dimostrare che oltre all’emergenza abbiamo a cuore ciò che Berlusconi non ha ne’ a cuore ne’ in testa e cioè la ricostruzione del patrimonio storico come della speranza di una popolazione.

 

Auguri di buon lavoro,                                                         Roberto Pinter

Ciao mondo!!

Posted by admin on giovedì, 30 luglio, 2009

Franceschini, Bersani, Marino: scelgo il Partito democratico del Trentino.
 Il congresso nazionale del PD ha fatto scattare lo schieramento a favore dei candidati alla segreteria. E la stessa cosa sta accadendo a livello regionale dove si ripropone la disputa con candidati che fanno riferimento a quelli nazionali. Per ora il Trentino resiste nel senso che il dibattito nazionale non ha ipotecato quello provinciale.

E’ positivo se i candidati trentini non riproporranno la contrapposizione nazionale e mi dispiace che la stessa cosa non si registri in altre regioni. C’è un interesse che va oltre il congresso nazionale ed è quello di garantire un futuro al Partito Democratico e penso che il partito in Trentino possa dare il proprio contributo al dibattito nazionale senza limitarsi allo schieramento.

Il futuro segretario trentino deve rappresentare tutto il partito e deve rappresentarne l’autonomia in sede nazionale, per questo non ritengo utile schierarmi pur rispettando le scelte di ciascuno

Molti iscritti al PD non hanno scelto perché giustamente aspettano il dibattito e anche chi ha fatto una scelta lo ha fatto sulla base di motivazioni diverse.

Ho incontrato iscritti che hanno scelto la qualità della persona e non necessariamente l’idea del partito, altri che hanno scelto l’idea più che la persona. Le semplificazioni che caratterizzano il dibattito nazionale non trovano altrettanto riscontro tra le fila dei sostenitori trentini.

Ho la convinzione che il PD trentino sia nato già oltre le storie, le correnti, le contrapposizioni, interpretando fin dall’inizio la domanda di unità e di proiezione verso il futuro di un partito nuovo. Per questo sarebbe sbagliato che il dibattito sul futuro del PD in Trentino fosse già vincolato dal dibattito nazionale o che il segretario fosse visto come una parte di quel dibattito piuttosto che interprete del pensiero autonomo.

Il Trentino non è indifferente al dibattito e il futuro è comune, ma il PD trentino può e deve dare il suo contributo originale, deve essere protagonista del dibattito ponendo le istanze che derivano dalla nostra terra e dalla autonomia provinciale, immaginando un partito che va oltre l’attuale.

A livello nazionale nessuno può immaginare che vinca l’uno contro l’altro, chiunque risulti vincitore dovrà ricomporre e offrire una prospettiva unitaria nella quale tutti possano riconoscersi, pena la cancellazione del PD e io penso che il Trentino potrà contribuire a questo futuro. Con lo stesso spirito con il quale il PD in Trentino affronta un percorso il cui esito non sta scritto da nessuna parte. Perché lavoriamo per un’idea nuova che non esclude e che ha l’ambizione politica di poter rappresentare, di poter governare e di poter cambiare il Trentino.

 30.07.2009