alcuni commenti ai risultati dopo i ballottaggi
alcuni commenti ai risultati dopo i ballottaggi
Barbara Lorenzi o Andrea Miorandi? Questa la scelta che Rovereto sarà chiamata a fare per il proprio futuro, gli altri candidati appartengono comunque al passato.
Dopo l’amministrazione Valduga Rovereto è chiamata a voltare pagina. Cinque anni fa gli errori e i conflitti tra partiti del centrosinistra consegnarono il Municipio alle civiche di Valduga, che hanno assicurato l’ordinaria amministrazione della città ma che non sono state in grado di fare quelle scelte di cui la città aveva ed ha bisogno.
Ora quei partiti non ci sono più, ne sono nati dei nuovi come il Partito Democratico e l’UPT e la coalizione di centrosinistra autonomista si è ricostruita condividendo la candidatura di Andrea Miorandi. La Lega e la destra si sono a loro volta ricompattate proponendo la candidatura di Barbara Lorenzi.
Valduga ha comunque deciso di riproporsi come candidato, eppure i nodi urbanistici da lui stesso sollevati sono rimasti esattamente allo stesso punto di partenza, il traffico di attraversamento della città è ancora in attesa di una soluzione, gli anziani sono ancora in lista di attesa di una nuova RSA,la mobilità attende ancora un sistema pubblico forte, i ciclisti sono rimasti senza ciclabili e sopratutto sono state sprecate molte occasioni e la città sta ancora domandosi quale sarà il suo futuro.
C’è bisogno di un progetto forte che investa sul ruolo di Rovereto nella Comunità della Vallagarina, che la renda protagonista nel contesto provinciale, che produca nuovo lavoro con nuove imprese attraverso l’innovazione e la crescita del sistema formativo e della ricerca.
C’è bisogno di una città viva dove ognuna delle sue risorse sia valorizzata e non spenta in una amministrazione chiusa e insofferente alla partecipazione democratica.
C’è bisogno di un sindaco che abbia una buona squadra, che esca dal municipio, che abbia a cuore non solo la memoria ma anche il futuro della città e che abbia perciò il coraggio di fare scelte.
Scelte che indichino la qualità e la vivibilità della città, che definiscano le infrastrutture necessarie per una mobilità sostenibile, che disegnino il territorio e il suo paesaggio, che migliorino la cittadinanza e le reti sociali.
Andrea Miorandi non è solo una risorsa nuova, è anche la risorsa giusta per guidare questo progetto, con la competenza necessaria ma anche con la passione richiesta per costruire il futuro della nostra comunità.
La coalizione di centrosinistra autonomista nel riconoscersi in questa candidatura ha segnato la discontinuità necessaria rispetto al passato, propone un ruolo dei partiti che non è quello di occupare l’amministrazione ma di garantire che le scelte per la città siano sostenute dalla partecipazione democratica, e permette inoltre che ci sia finalmente una reale sinergia tra il governo provinciale, la Comunità della Vallagarina e l’amministrazione comunale.
L’alternativa ad Andrea Miorandi è Barbara Lorenzi, la candidata della Lega e della destra, che propone la rottura del modello socio economico del Trentino, da tutti riconosciuto per la sua qualità, e la messa in discussione del sistema pubblico per coltivare paure e contrapposizioni di cui ne’ Rovereto ne’ il Trentino hanno sicuramente bisogno.
Occorre fare una scelta precisa, ne va del nostro futuro.
Roberto PInter – Rovereto
Con la candidatura di Andrea Miorandi possiamo dire che a Rovereto si apre una nuova stagione per la politica e per la città.
La presenza non solo ingombrante ma anche negativa del sindaco uscente Guglielmo Valduga rischiava di impantanare la città e di impedire un progetto che guardasse al futuro, riproponendo un sindaco incapace di far crescere la politica e la città stessa. Read the rest of this entry »
In risposta al direttore (de L’Adige) sul Nuovo Ateneo.
Caro direttore,
come commissario dei dodici, raccolgo immediatamente l’invito al dibattito sul futuro dell’Università di Trento.
Il suo editoriale coglie tutta la delicatezza e l’importanza della partita che si è aperta con l’accordo tra governo e Provincia che prevede la delega in materia di Università. Da però per scontato che sarà solamente attraverso la legge provinciale che si giungerà a definire il come sarà esercitata la delega. Io credo invece che, ferma restando la competenza Read the rest of this entry »
dialogando con il commento di Faustini “ma la pantera trentina deve guardare lontano”
Mi fa piacere che Il Trentino torni ad avere un direttore/con che conosce bene il nostro territorio e che può peraltro aggiungere uno sguardo sul resto del paese cresciuto con le recenti esperienze professionali. E il miglior augurio che posso formulare è quello di cogliere l’invito che Faustini fa, con l’editoriale di domenica, di guardare lontano.
Non è facile ne’ per la politica ne’ per la società. Read the rest of this entry »
Il risultato di Cles indica uno scenario diverso per il PD e per le prossime elezioni amministrative.
Ogni realtà comunale ha la sua specificità e non è esportabile e il risultato di Cles è di Cles prima ancora che un risultato politico provinciale, ma non c’è ombra di dubbio che a Cles si è riflesso ciò che agita lo scenario provinciale.
Patt e Upt hanno messo in scena uno schema che stanno inseguendo in altre realtà Read the rest of this entry »
Istituzioni e partiti stanno a guardare, ma che senso ha una autonomia presidenziale?
Un commento a margine dell’accordo tra governo e Provincia.
Non entro nel merito di un accordo le cui premesse erano note. Il Presidente conosce senz’altro le simulazioni per sapere se le nuove norme, oltre a tutelare questa legislatura con gli arretrati, garantiscono sufficienti risorse all’autonomia.
Sono allibito rispetto al metodo che spoglia il Consiglio, la Giunta e anche le forze politiche che governano il Trentino.
L’avevo più volte fatto presente che la riforma del federalismo fiscale era stata conclusa con una iniziativa del Presidente che non era stata condivisa con le istituzioni della autonomia. E l’avevo fatto presente affinché si recuperasse una diversa consapevolezza nel momento in cui sarebbe partito il famoso tavolo. Ora il tavolo è stato superato da un accordo e come commissario dei dodici non posso che ritenermi soddisfatto, perché così si può lavorare da subito alle norme di attuazione, ma è singolare che norme finanziarie e nuove competenze vengano ratificate a posteriori.
Noto che la Giunta, alla quale era pure assente il vicepresidente, ha conosciuto l’accordo poche ore prima, e il Consiglio Provinciale è stato escluso da un passaggio che, trattandosi pur sempre di modifica dello statuto, anche se possibile con legge ordinaria, meritava ben altra condivisione e lo dico a prescindere da quanto previsto dallo statuto che pur prevede il passaggio consiliare.
Urgenza e riservatezza non sono giustificazioni, perché c’era il modo per condividere la sostanza di un passaggio che ipoteca le risorse dell’autonomia per il futuro. E in quanto tale non poteva ne’ doveva essere competenza esclusiva del presidente. Ma prendo atto che si preferisce spogliarsi di competenze e di prerogative.
Le difficoltà emerse nella nascita delle comunità di valle e soprattutto la vecchia ritualità con la quale si scelgono gli amministratori delle stesse sono un campanello d’allarme che è bene ascoltare.
E’ del tutto evidente l’incapacità da parte degli amministratori comunali di offrire l’energia, l’entusiasmo e le risorse umane necessarie per dare vita ad una nuova stagione dell’autonomia con l’attuazione della riforma istituzionale. Ed è altrettanto palese l’assenza dei partiti che dovrebbero supportare e guidare questo processo laddove le dimensioni civiche dell’impegno amministrativo non sono sufficienti . Read the rest of this entry »
“Delitto di Stato” così oggi titolava l’Unità, riferendosi alla morte di Stefano Cucchi. Un titolo forte per una verità ancora più inquietante. E’ importante che l’attenzione dei mass media sia forte, almeno altrettanto forte della autodifesa dello Stato. Non possiamo ignorare la gravità di quanto è successo: Read the rest of this entry »
E’ stata una grande sorpresa la partecipazione alle primarie del Partito Democratico. Lo è stata in tutta l’Italia perché ha dimostrato che c’è un popolo democratico che crede ancora nella politica e nel PD, lo è stata in Trentino dove la spinta del nazionale si è unita a quella mossa dalle centinaia di candidati che hanno partecipato alla elezione del nuovo gruppo dirigente del PD trentino. Read the rest of this entry »